Aggravamento dei reati per maltrattamenti in famiglia o di violenza di genere, immediatezza delle segnalazioni alla procura, delle procedure di ascolto delle vittime entro tre giorni, e dei dispositivi di allontanamento e arresto nei confronti dei violenti e stalker. Sono questi  gli assi portanti del cosiddetto codice rosso la misura di legge varata nell’agosto scorso.   Gli effetti in provincia di Modena, esaminati questa mattina nel convegno organizzato in questura alla presenza dei rappresentanti delle forze di Polizia di Modena, si sono registrati da subito. Sia in termini di misure cautelari o allontanamenti emesse nel giro di pochi giorni a protezione delle vittime dei maltrattamenti e violenza, soprattutto donne, e sia delle denunce. Che anche a livello di pronto soccorso rappresentano una realtà da bollino rosso. Dati che spesso ne nascondono altri, quelli relativi alle violenze non denunciate. Ma in questo senso la formazione sul tema sia delle forze dell’ordine sia del personale medico, si è sempre più specializzata in una rete di supporto importantissima a favore di chi decide di denunciare. Insomma il codice rosso funziona, a detta di chi è, sul fronte giuridico e di pubblica sicurezza è chiamato ed applicarlo. Il probema, emerso anche nel convegno in questura, è il sovraccarico di lavoro che incide sugli uffici di polizia giudiziaria sia della procura, dovuto alla denunce e all’obbligo di gestire, senza personale in più ed in tempi ristrettissimi, le pratiche.

Nel video l’intervista a:
– Antonio Luciani, Direttore Pronto Soccorso Policlinico di Modena
– Maurizio Agricola, Questore di Modena
– Giuseppe Di Giorgio, Procuratore aggiunto Modena

 

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