Nel video, l’intervista all’Avv. Guido Sola, Legale della Mamma di Daniela Ruggi

Un nastro rosso a delimitare l’area è l’unico segnale umano in un luogo impervio e silenzioso. Qui, tra Vitriola e Pignone, all’interno della Torre medievale diroccata e difficile da raggiungere, sono stati trovati resti umani e frammenti di indumenti intimi femminili, presumibilmente riconducibili a Daniela Ruggi, la 32enne scomparsa il 18 settembre 2024. Il ritrovamento risale al primo gennaio, quando due escursionisti hanno segnalato la presenza di ossa all’interno del rudere. La torre si trova in una zona isolata, raggiungibile solo percorrendo una strada sterrata e poi un sentiero di circa duecento metri. L’edificio è pericolante, con il tetto crollato e muri lesionati, motivo per cui sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco insieme ai carabinieri. L’area è stata immediatamente sequestrata e transennata, anche se i nastri risultano strappati in più punti, segno di passaggi successivi. Tutto il materiale rinvenuto all’interno è stato repertato. Le verifiche non sono concluse e non si esclude che possano essere effettuati ulteriori scavi tra le macerie alla ricerca di altri elementi utili. Il pensiero degli inquirenti si concentra su Daniela Ruggi, che abitava a Vitriola a poca distanza dal luogo del ritrovamento. I resti rivenuti sono stati affidati alla medicina legale di Modena. Sarà l’esame del Dna a stabilire con certezza a chi appartengano e a chiarire le circostanze della morte. La Procura mantiene il massimo riserbo. Intanto a Vitriola il caso torna al centro dell’attenzione come possibile punto di svolta dopo mesi senza risposte.