“Nella giornata di ieri, presso l’Istituto Penitenziario di Modena, durante i colloqui tra un detenuto e un suo familiare, il personale di Polizia Penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato due smartphone che un congiunto tentava di introdurre indebitamente all’interno dell’Istituto per destinarli al detenuto, impedendone così l’ingresso e attivando le procedure di legge.
A darne notizia sono i Segretari della UIL PA Polizia Penitenziaria di Modena Pietro Silvestri e Francesco Raccio.
Secondo quanto emerso, i due telefoni cellulari sono stati individuati nel corso dei controlli di sicurezza preventivi connessi alle operazioni di colloquio, in violazione del divieto assoluto di introduzione di dispositivi idonei alla comunicazione all’interno degli istituti penitenziari e, ancora una volta, l’intervento tempestivo è stato reso possibile grazie all’intuito, alla professionalità e all’esperienza maturata sul campo dai colleghi impegnati ogni giorno. – affermano i Segretari della UIL
“L’operazione dimostra, ancora una volta, che dove l’Amministrazione ha deciso di investire e specializzare continuamente un personale selezionato e stabile i risultati, in termini di sicurezza, sono tangibili e immediati – dichiarano Silvestri e Raccio.
Negli ultimi periodi sono stati rinvenuti – sempre ad opera del personale di Polizia Penitenziaria – diversi telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, frutto di un costante e capillare coordinamento tra i vari reparti dell’Istituto Modenese, nonostante la cronica carenza di organico e le innumerevoli difficoltà operative che quotidianamente il Reparto deve affrontare.
Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Modena – chiosano i Segretari UIL continuano a dimostrare senso del dovere e spirito di corpo affermando con fierezza che il reparto non arretra, ma anzi rilancia, mantenendo fede a ciò che il nostro emblema ricorda e che non deve mai essere dimenticato: “Despondere spem munus nostrum est”
Per questo la UIL PA Polizia Penitenziaria plaude a questi uomini e donne e chiede che, anche l’Amministrazione, riconosca ufficialmente le grandi capacita operative di questi uomini e donne con una ricompensa poichè chi protegge la collettività va RICOMPENSATO, non solo applaudito. – concludono Pietro Silvestri e Francesco Raccio







































