C’è chi attraversa una città e chi, invece, la conserva. Nei volti, nelle strade, nei piccoli momenti della vita quotidiana. Da decenni, Beppe Zagaglia fa questo: custodisce la memoria di Modena, con lo sguardo appassionato di chi sa riconoscere le storie nei dettagli. Tra le mani stringe ancora la sua macchina fotografica e non aspetta di ricevere uno scatto: vuole farlo lui. E proprio a lui, il sindaco Massimo Mezzetti ha consegnato la statuetta della Bonissima, onorificenza simbolo della comunità. Ma la vera sorpresa è arrivata con il “Grosso”, la prima moneta coniata dalla città nel 1226. Fotografo e giornalista, nato a Modena nel 1933, Zagaglia ama definirsi con ironia «un fotografo dilettante, ma anche un po’ professionista». In realtà, nel corso degli anni, ha costruito un prezioso racconto visivo della “sua” Modena: non solo monumenti o personaggi, ma anche quotidianità, persone, quartieri. Testimone diretto della trasformazione, la racconta ancora oggi con il suo stile inconfondibile: leggero e ironico, ma anche schietto… Senza paura di dire la sua.