Il Sassuolo attende di capire se potrà terminare il suo settimo campionato di fila in Serie A. Ma intanto un piccolo brindisi in Piazza Risorgimento si può fare. I neroverdi sono infatti una delle sette società del massimo campionato che ha chiuso il bilancio in attivo a dicembre 2018, l’ultimo approvato. Con 8,1 milioni entrati nelle casse societarie solo Atalanta, Sampdoria e Napoli hanno fatto meglio e per il Sassuolo si tratta del terzo anno di fila con il segno più, dopo i 3,8 milioni del 2016 e i 4,1 del 2017. Attivi resi possibili sia da una gestione oculata che dall’intervento di Mapei, che controlla il Sassuolo e che ai neroverdi ha girato, nell’esercizio preso in esame, 23 milioni di sponsorizzazione, garantendo le operazioni con oltre 11 milioni di fideiussioni. I 23 milioni girati dal colosso della famiglia Squinzi è parte sostanziosa dei 77,5 milioni di ricavi totali, che combinati a costi per 94 milioni e a plusvalenze per 30 generano l’attivo da 8,1. Senza Mapei (che vale 23 dei 28 milioni di ricavi commerciali), insomma, niente Sassuolo visto che i neroverdi pagano dazio sia nei ricavi da stadio che nei proventi dai diritti televisivi. I primi hanno portato 3,1 milioni (solo Empoli e Chievo hanno incassato di meno) e dalla tv sono arrivati solo 35 milioni, gli stessi riconosciuti alla Spal, che in A è arrivata nel 2017/18, e al Parma, che ci è tornato due stagioni orsono. A incidere sugli ottimi conti ci sono anche le plusvalenze come i 14,1 milioni per Defrel ceduto nel 2018 alla Roma, i 9,2 per Acerbi alla Lazio e i 7 per Falcinelli.

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