Nel video l’intervista a Helena Giannini, Coordinatrice dell’Unione Universitaria Modena e Reggio Emilia
A Modena, il referendum sulla giustizia ha registrato un’affluenza straordinaria: oltre il 70% degli aventi diritto ha partecipato al voto, con l’intera provincia attestata al 67,2%, ben otto punti sopra la media nazionale, ferma al 59%. Partecipazione superiore al 70% anche a Castelnuovo Rangone, e vicina a questa soglia a Formigine e Campogalliano, mentre nei comuni montani, da Pavullo a Pievepelago, si resta comunque sopra il 60%, con un’unica eccezione a Polinago. Il voto ha mostrato differenze importanti tra città, pianura e montagna. Nel capoluogo, il No ha dominato con il 63,25%, quasi il doppio del Sì. Tendenza confermata anche nel resto della provincia. A Carpi, hanno bocciato la riforma il 62,75% dei votanti, mentre a Sassuolo, il risultato è più equilibrato. Nella Bassa, vince il Sì a Finale e San Felice, mentre nelle zone montane prevale a Pavullo e Sestola. Ma è dai più giovani che arriva una delle chiavi di lettura di questo voto. A livello nazionale, infatti, il No ha vinto in tutte le fasce d’età, con l’eccezione dei 50-64enni. Quindi gli under 35, insieme alla fascia 35-49 anni sono stati decisivi nel risultato finale, evidenziando una vera frattura generazionale.





































