Nel video l’intervista a Francesco Fantoni, Co-curatore della mostra

Ci sono edifici che tutti riconoscono ma di cui pochi conoscono la storia: tra questi le “Piramidi” di via Morane, l’Hotel Raffaello e alcune architetture del Villaggio Giardino, simboli della Modena moderna. Dietro quei progetti c’è la visione dell’architetta Ada Defez. Dal 7 marzo al 6 giugno la mostra Ada Defez. Progetti, architetture, impegno civile”, alla biblioteca Poletti di Palazzo dei Musei, ne racconta il lavoro e il ruolo nella trasformazione urbana del secondo Novecento. In esposizione per la prima volta una selezione dell’archivio donato dai figli alla biblioteca Poletti: disegni, documenti e fotografie che ripercorrono il suo percorso, dalla formazione a Napoli ai progetti modenesi. Arrivata a Modena nel 1962, Ada Defez fu, insieme a Franca Stagi, una delle prime donne architetto a lavorare stabilmente in città, affiancando alla professione l’insegnamento al Corni e l’impegno civile. La mostra ricompone così un pezzo di memoria della città attraverso documenti, progetti e visioni.