Numerosi soggetti non specializzati per la sicurezza e in nero, tra migranti, profughi richiedenti asilo, furono utilizzati nel concerto evento di Vasco Rossi. A questi venne data la falsa certificazione di addetti alla sicurezza solo poche ore prima del concerto. Questo il risultato dell’operazione dei Carabinieri di Reggio Emilia denominata Security Danger che coinvolge anche altri grandi eventi in tutta Italia
Utilizzavano “in nero” profughi richiedenti asilo per gestire la sicurezza delle grandi manifestazioni musicali, tra cui anche il mega concerto evento Modena Park del 1 luglio 2017 a cui parteciparono ben 220mila persone. I Carabinieri di Reggio Emilia, dalle prime ore di questa mattina hanno dato esecuzione a svariate perquisizioni domiciliari e a 4 ordinanze cautelari. Nell’operazione denominata Security Danger sono finiti nei guai un modenese di 38 anni e un 63enne domiciliato a Bologna, entrambi titolari di due importanti società di sicurezza operanti in tutta Italia. I due insieme ad altrettanti pregiudicati campani con base nel reggiano, dovranno rispondere per i reati di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, falsa attestazione a pubblico ufficiale e falso materiale in autorizzazioni amministrative. Dotandosi di falsi decreti sfruttavano i richiedenti asilo sottopagati e impreparati, mettendo così a rischio l’incolumità di centinaia di migliaia di persone. Nel dettaglio è stato accettato che in tutti gli eventi musicali, ed in particolare nel concerto di Vasco Rossi tenutosi in città, furono utilizzati numerosi soggetti non specializzati per la sicurezza e in nero: quasi tutti provenienti dal Senegal e sbarcati in Italia come richiedenti asilo. I carabinieri reggiani hanno accertato che con la complicità di almeno due società di sicurezza gli indagati hanno reclutato un centinaio di persone tra profughi richiedenti asilo, sbarcati in Italia dalla Libia da pochi mesi e salvati dal mare, nomadi e pregiudicati, privi di alcun titolo autorizzatorio, dotandoli, poche ore prima dei singoli eventi, di tesserini di riconoscimento con iscrizioni prefettizie della Prefettura di Napoli che attestavano la falsa certificazione di addetti alla sicurezza.





































