Le linee nel primo Consiglio, davanti a 200 persone

SERRAMAZZONI – Non un appuntamento formale, ma un’occasione per fare il punto sullo scenario e sfide, anche immediate, che riserva il territorio a cui si è a capo da pochi giorni: è stato questo l’atteso Consiglio comunale che giovedì sera ha visto l’insediamento della giunta Rubbiani e dell’amministrazione eletta nella combattuta competizione elettorale del 26-27 maggio. Pochi istanti per il giuramento e la nomina della giunta, peraltro già nota a tutti. Poi un’analisi approfondita del quadro per restituire anche le impressioni maturate in queste quasi tre settimane post voto, voto a cui è stata dedicata una delle prime riflessioni. «Ciò che più di ogni altra cosa ci inorgoglisce e ci sprona ulteriormente – ha sottolineato Rubbiani dopo la comunicazione delle deleghe – è il fatto di aver traghettato una nuova generazione alla guida della comunità di Serramazzoni e questo risultato mi sembra avvalorato oggettivamente dalle caratteristiche degli eletti». Quindi il richiamo al senso di una lista «autenticamente civica» e alla consapevolezza «di aver avviato un ciclo nuovo che libererà il clima sociale serramazzonese da delle autentiche ossessioni che si materializzano in occasione delle competizioni elettorali, alterandone in alcuni casi le finalità, ammorbando talvolta il sistema di relazioni e facendo prevalere più gli interessi di qualche gruppo che quelli della comunità». Questo il senso della discontinuità, e dell’aver raccolto «un segnale inequivocabile della necessità di cambiamento, riscattando per prima cosa un’immagine perdente e un clima depresso». Farlo non sarà facile, perché «sono tanti e gravissimi i problemi ereditati, ad iniziare dal bilancio e dalle risorse che mancano e continuano a diminuire: è un cappio al collo per il futuro di questo Comune». In questo contesto, «bisogna smetterla anche di disinformare, che è un’attività moralmente condannabile e politicamente scorretta. La realtà non è quella che qualcuno ostinatamente continua a pubblicizzare citando anche l’avanzo di 330mila euro, che ha destinazioni vincolate e non può essere usato né per la spesa corrente né per gli investimenti. La realtà è fatta di un livello di indebitamento molto, molto elevato, prossimo ai 14 milioni di euro, di cui 10 del Comune e 4 della Patrimonio». Di qui la necessità «non di spendere soldi che non ci sono, ma di dare prima di tutto valore alle cose che abbiamo, per trovarci nel difficile contesto di crisi in cui viviamo con minori insicurezze e qualche certezza in più». Prima cosa quindi, smetterla con «la prassi un po’ schizoide di avviare cantieri per poi interromperli abbandonando i lavori e generando degrado e quindi danni materiali e immateriali, bruciando solo risorse». E di progetti sospesi ce ne sono tanti, che da soli diventano priorità d’intervento: asilo di Riccò, stadio, Adventure Park, impianti della Fondaccia, piscina e infrastrutture connesse, cantiere dei cinque appartamenti per anziani del lascito Manfredini, e ovviamente la rete gas di Pazzano, per passare pii agli altri problemi che attengono a quella lottizzazione, senza dimenticare la lotta contro l’impianto a biomasse di San Dalmazio. Questo chiaramente dopo aver fatto ripartire l’ufficio ‘caldo’ dell’Urbanistica, trovando una soluzione per il momento in cui cesseranno i ‘rinforzi’ esterni da Formigine e Pavullo. Poi gli altri passi da compiere sui servizi per i giovani, gli anziani e più bisognosi, per le famiglie, le attività produttive, l’istruzione e formazione professionale. E sicurezza a 360 gradi, a cominciare dalla cura degli edifici scolastici. Questi i primi tasselli, quindi sarà la volta dei progetti, da avviare con nuove formule: «Lo dico con molta determinazione: punteremo a un rapporto nuovo, intenso, molto diverso con il cosiddetto ‘privato’, per fare affluire competenze e risorse nell’esangue bilancio comunale, attuando progetti in partenariato con ruoli e responsabilità ben definiti fin da subito e garantiti da sistemi adeguati in controllo». Tanti gli obiettivi dunque, con un appello alla collaborazione per raggiungerli: «Riteniamo il nostro programma abbia gli elementi necessari per il riscatto morale, economico e sociale della comunità e dell’amministrazione comunale. Ma lo mettiamo a disposizione per proposte e miglioramenti che possono arrivare da tutti i rappresentanti eletti in questo Consiglio e da tutte le forme di rappresentanza organizzata presenti nel nostro Comune», con riferimento dunque anche a chi dal Consiglio è rimasto fuori, magari per poco. «La coesistenza di tanti problemi – ha quindi chiosato Rubbiani – dovrebbe spingere tutti i gruppi a coordinare idee e obiettivi per agevolarne la soluzione». Non sarà certo semplice, anche alla luce di quanto si è visto tra le fila dell’opposizione nei primi voti, che dovevano essere di rito, ma hanno riservato qualche contrattempo. nDaniele Montanari