Si è avvalso della facoltà di non rispondere, davanti al giudice il 44enne di Cerignola ritenuto l’ideatore e organizzatore dell’assalto al portavalori sull’A1. L’uomo, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia in carcere insieme al 34enne emiliano, accusato di aver fornito supporto logistico alla banda dal covo di Vignola. Entrambi sono stati arrestati nelle loro abitazioni, in territorio pugliese, e trasferiti nel carcere di massima sicurezza di Melfi. Le indagini hanno permesso di ricostruire nei dettagli il piano criminale grazie a un’intensa attività investigativa condotta dalle squadre mobili di Chieti, Modena, Bologna e Foggia. Fondamentali sono state le intercettazioni telefoniche, le immagini delle telecamere di sorveglianza e i video girati con un drone, che avrebbero confermato la presenza dei due fuggitivi nel fondo agricolo di Vignola il giorno del blitz del 18 marzo scorso, In quell’occasione furono arrestati in flagranza 14 componenti della banda. I due riuscirono a fuggire e uno di loro sembra si nascose in un capanno per poi allontanarsi con il buio. Secondo gli inquirenti, la banda era pronta ad agire con modalità paramilitari, utilizzando armi da guerra, esplosivi e sostanze infiammabili, mettendo a rischio non solo gli obiettivi ma anche automobilisti e forze dell’ordine. Il Giudice ha convalidato la misura cautelare in carcere per tutte le persone arrestate in flagranza a Vignola e ha riconosciuto per tutti la pesante aggravante del metodo mafioso.