Segnali incoraggianti arrivano dalla produzione Maserati a Modena, con effetti positivi pure sull’occupazione, anche se non ancora sufficienti a garantire stabilità nel lungo periodo. Lo sottolinea la Fim-Cisl commentando i dati del primo trimestre 2026: si passa infatti dalle appena 30 vetture prodotte nello stesso periodo del 2025 a oltre 200 unità. Una crescita significativa, dovuta soprattutto allo spostamento in città dell’assemblaggio di modelli come Maserati GranTurismo e Maserati GranCabrio, che oggi rappresentano la maggior parte della produzione locale. Tuttavia, nonostante l’impennata percentuale, i volumi restano ancora lontani dai livelli del passato. Il risultato di Modena si inserisce in un quadro nazionale in lieve miglioramento per Stellantis, che registra una crescita del 9,5% della produzione in Italia e punta a raggiungere entro fine 2026 circa 500mila veicoli. A livello nazionale, però, la situazione resta disomogenea: crescono stabilimenti come Melfi e Pomigliano d’Arco, trainato dalla Fiat Panda, mentre altri siti, come Cassino, restano in difficoltà. Segnali positivi arrivano anche da Mirafiori, grazie alla ripresa della Fiat 500. Ora l’attenzione è rivolta al 21 maggio, quando Stellantis presenterà il nuovo piano industriale, da cui dipenderanno le prospettive future per gli stabilimenti italiani e per l’occupazione nel settore.



































