Nel video le interviste di Federico Curioni, Consigliere Delegato gruppo Concorde e Graziano Verdi, Presidente Federazione Europea della Ceramica e CEO gruppo Italcer
Di male in peggio. La ceramica italiana osserva con estrema preoccupazione le modifiche del tanto contestato sistema ETS, il meccanismo che limita le emissioni di CO2 attraverso una complessa struttura di quote e sforamenti. La Commissione Europea sta lavorando a una loro riforma che tuttavia, stando alla bozza circolata nelle ultime ore, sarebbe del tutto peggiorativa nei confronti delle industrie ceramiche, uno dei pilastri dell’economia modenese e gioiello del Made in Italy. L’Europa starebbe valutando nuovi benchmark per l’assegnazione delle quote gratuite, calcolandole sulla base delle performance di impianti appartenenti ad altri settori industriali, inclusi quelli che possono utilizzare biomassa come fonte energetica. Il risultato sarebbero costi ancora più alti per un settore, quello ceramico, che utilizza gas naturale e che oggi già soffre per i prezzi elevati. Appena pochi giorni fa Confindustria Ceramica, insieme alle aziende di Valencia, aveva firmato un manifesto per chiedere l’interruzione temporanea del sistema ETS, per dare fiato alle aziende che stanno soffrendo anche per gli effetti del conflitto in Medio Oriente. Un appello rimasto ad oggi totalmente inascoltato che ora rende ancora più vicino il rischio di delocalizzazione.






































