Il Carpi prosegue il lavoro intenso di questa settimana senza impegni alle porte, col mirino sulla sfida di venerdì 3 aprile col Pontedera quando il “Cabassi” dovrà essere l’alleato in più per dare la svolta salvezza. In questi 5 anni dell’era Lazzaretti è già accaduto tante volte di doversi giocare in casa gare da dentro o fuori e i biancorossi non hanno mai deluso. Nella stagione 2021-22 in D il 3-0 al Rimini lanciato verso la C a 4 turni dalla fine fu lo spartiacque per completare la rimonta playoff. Nella stagione successiva il 2-0 di ottobre alla capolista Giana Erminio fino a lì imbattuta proiettò i biancorossi a -1 dalla vetta, dando corpo al momento più alto di una stagione che poi naufragò a fine andata. Anche nell’anno di grazia 2023-24 chiuso col ritorno in C il Carpi costruì il sorpasso sul Ravenna vincendo di fila le ultime 8 gare davanti al proprio pubblico: memorabili l’1-0 sul Ravenna firmato Sall con sorpasso in vetta, il 2-1 sul Forlì col gol al 90’ di Calanca e il 5-1 al Certaldo davanti a 4mila tifosi nel giorno della promozione. E l’anno scorso nel cammino verso la salvezza in C la gara chiave fu l’1-0 sulla Spal di inizio ritorno al “Cabassi” firmato da Contiliano che permise al Carpi di Serpini di spedire i ferarresi a -5 mettendo le basi per restare lontano dai guai.

CARPI CALCIO. L’EFFETTO-CABASSI PER DARE LA SVOLTA SALVEZZA
Quello col Pontedera dopo la sosta sarà l’ennesimo scontro decisivo da giocare in casa per il Carpi nei 5 anni dell’era Lazzaretti, dove il “Cabassi” è stato spesso decisivo


































