Stretta sui laboratori tessili della bassa. Un mirato intervento dei Carabinieri ha portato alla luce una serie di gravi irregolarità a Novi di Modena. L’operazione è stata condotta dal personale specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Modena, che ha operato in stretta sinergia e con il fondamentale supporto dei militari della locale Stazione cittadina. Nel mirino degli ispettori è finito il titolare dell’attività imprenditoriale, un cittadino di origini cinesi di 46 anni. Al termine dell’approfondita ispezione dei locali, l’uomo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Modena, dovendo rispondere di numerose e pesanti violazioni in materia di legislazione sociale e sicurezza sul lavoro. Lo scenario che si è presentato alle divise ha evidenziato una gestione aziendale del tutto inadeguata agli standard minimi di legge, mettendo a serio rischio la salute dei dipendenti. I militari hanno infatti accertato mancanze gravissime, partendo dall’omessa nomina del medico competente fino ad arrivare alla totale assenza della necessaria sorveglianza sanitaria per le maestranze. Ai lavoratori non era stata erogata alcuna informazione o formazione obbligatoria sui rischi specifici delle proprie mansioni e nei locali non era presente nemmeno una basilare cassetta di primo soccorso per far fronte alle emergenze. L’ispezione ha inoltre fatto emergere evidenti carenze strutturali che compromettevano la salubrità e l’igiene degli ambienti, con uscite di emergenza inadeguate, vie di circolazione interne perennemente ingombre e una scarsissima pulizia generale degli impianti e delle attrezzature di lavoro. A peggiorare ulteriormente la posizione del titolare è stata la scoperta della massiccia presenza di manodopera irregolare. Su un totale di cinque operai trovati intenti a lavorare al momento del blitz, ben tre sono risultati completamente in nero, una percentuale pari al 60% della forza lavoro presente, seppur tutti regolari sul territorio nazionale. Di fronte a un quadro di illegalità così diffuso, i Carabinieri non hanno potuto fare altro che far scattare l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Pesante anche il conto presentato all’amministratore sotto il profilo economico: le sanzioni amministrative contestate ammontano a oltre 14.000 euro, a cui si aggiungono ammende penali per ulteriori 13.000 euro circa. Le verifiche delle forze dell’ordine proseguiranno nei prossimi giorni per assicurare che il laboratorio riapra i battenti solo in seguito al pieno ripristino di tutte le condizioni di sicurezza e legalità previste dalla normativa vigente.