Dopo che il prezzo del diesel è arrivato a sfondare il tetto dei 2 euro in pressoché tutte le pompe della provincia, sull’onda di rincari che hanno interessato l’intera nazione, il governo interviene sul prezzo dei carburanti. Non con una misura definitiva e strutturale, ma attraverso uno sconto in accisa solo per venti giorni, in attesa di capire come evolverà lo scenario di guerra in Medio Oriente. Il provvedimento, inizialmente rinviato nella riunione del Consiglio dei ministri della scorsa settimana, intende rispondere sia alle difficoltà dei cittadini sia alle pressioni dell’opposizione, che aveva criticato l’esecutivo per la mancanza di interventi sulle accise. Il nuovo pacchetto prevede tre principali misure: una riduzione di circa 25 centesimi al litro sul prezzo dei carburanti, un credito d’imposta destinato agli autotrasportatori — esteso anche al settore della pesca — per compensare i maggiori costi sostenuti, e un sistema volto a contrastare fenomeni speculativi. Quest’ultimo meccanismo punta a collegare in modo più diretto i prezzi alla pompa all’andamento del greggio sui mercati internazionali, evitando che le risorse pubbliche finiscano per alimentare profitti indebiti. Nel frattempo, continuano i controlli della Guardia di Finanza e dell’Antitrust per verificare la trasparenza in tutta la filiera ed evitare eventuali rincari ingiustificati