Nel video l’intervista a Marzio Govoni, Presidente Federconsumatori Modena
Di ora in ora cambia lo scenario e, purtroppo, peggiora: a quindici giorni dall’inizio del conflitto in Iran il prezzo dell’energia continua a salire con conseguenze pesanti per i bilanci familiari. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della CGIA, il costo dell’energia è spinto verso l’alto soprattutto dai combustibili fossili: il petrolio è aumentato del 45,8%, mentre il gas ha registrato un’impennata del 62%, livelli persino superiori a quelli visti dopo la invasione russa dell’Ucraina. Una dinamica che si riflette inevitabilmente sulle tasche dei consumatori con una stangata che potrebbe arrivare fino a 900 euro l’anno per famiglia, tra rincari diretti e aumento generale dei prezzi. Inevitabili le ripercussioni anche sul fronte carburanti. In Emilia-Romagna i prezzi del diesel hanno ormai superato i 2 euro al litro nel 96% dei distributori, con punte oltre i 2,1 euro. E la situazione più critica si registra a Modena. Ma il problema non si ferma al pieno dell’auto. Il timore è che questa sia solo l’inizio. Se le tensioni geopolitiche dovessero prolungarsi, il caro energia potrebbe diventare strutturale, aggravando ulteriormente una situazione già critica e mettendo sempre più famiglie in difficoltà.





































