Le accuse partono da errori nei conteggi. E’ così che l’imprenditore Biagio Passaro contesta la confisca definitiva della sua villa a Castelfranco e di altri beni per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro, sostenendo che il provvedimento si basa su ricostruzioni patrimoniali errate. Il provvedimento è stato eseguito mercoledì dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Modena. La misura dà attuazione al decreto di confisca di prevenzione emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna e diventato definitivo dopo la sentenza della Corte di Cassazione dell’11 febbraio scorso, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla difesa. Secondo Passaro però gli sono state attribuite disponibilità finanziarie non giustificate che non hanno tenuto nella debita considerazione rimborsi, trasferimenti tra familiari e movimenti leciti. Precisa in una nota che, con sentenza del 10 marzo 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di Modena ha già annullato integralmente gli avvisi di accertamento fiscali derivanti dalle stesse ricostruzioni, evidenziando duplicazioni e presunzioni di reddito senza prove concrete. L’imprenditore sottolinea inoltre che il Tribunale del Riesame aveva già disposto il dissequestro dei beni, rilevando criticità nella ricostruzione economica effettuata dagli investigatori. Passaro fa sapere che i suoi legali stano predisponendo il ricordo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e ulteriori azioni per chiarire la vicenda e far emergere la verità nelle sedi giudiziarie competenti.





































