Nel video l’intervista di Giuseppe Zaccaria, Ex ispettore della squadra Mobile di Modena
Non c’è ancora un colpevole per il Mostro di Modena. A distanza di oltre trent’anni, la serie di omicidi che tra il 1985 e il 1995 colpì la provincia di Modena resta uno dei più grandi misteri della cronaca italiana. Diverse donne furono uccise in circostanze simili e, col tempo, gli investigatori arrivarono a ipotizzare che dietro quei delitti potesse esserci un unico serial killer. Tra i poliziotti che seguirono da vicino quelle indagini c’era l’ex ispettore della Squadra Mobile Giuseppe Zaccaria. Fu tra i primi a lavorare sui casi e a confrontare gli elementi delle diverse scene del crimine, contribuendo alla nascita dell’ipotesi investigativa del cosiddetto Mostro di Modena. Col passare degli anni, però, è emersa anche un’altra possibilità: che quegli omicidi non siano stati commessi da una sola persona. Alcuni investigatori, tra cui lo stesso Zaccaria, hanno infatti ipotizzato che dietro quella scia di delitti possano esserci più responsabili. Allora però il quadro investigativo era tutt’altro che semplice: molti indizi erano deboli e spesso mancavano collegamenti certi tra un delitto e l’altro. Le tecnologie forensi dell’epoca erano limitate e diverse piste si esaurirono senza risultati. Oggi il caso continua a far discutere. I familiari di alcune vittime hanno chiesto di riaprire le indagini, nella speranza che le tecniche scientifiche moderne possano finalmente chiarire cosa accadde davvero.






































