Era il 10 marzo del 1996, quando Michael Schumacher, dopo due titoli iridati con la Benetton, esordì a bordo della Ferrari. Era il gran premio australiano di Melbourne, era la F310. Era l’inizio di un’avventura che ha cambiato per sempre la storia della Formula 1, portando la Rossa e Schumacher a conquistare insieme cinque mondiali, facendo del tedesco il pilota con il più alto numero di titoli iridati, pareggiato oggi solo da Lewis Hamilton. Tutto iniziò quel 10 marzo, il numero 1 sulla F310, in una scuderia Ferrari che non vedeva un titolo piloti dal 1979. Accanto a Schumacher, l’irlandese Eddie Irvine. L’esordio, tuttavia, non fu fortunato. In qualifica la pole position andò al debuttante Jacques Villeneuve, davanti al compagno di squadra Damon Hill, entrambi al volante della Williams. Schumacher non andò oltre il quarto posto, anche a causa di un problema tecnico all’alettone posteriore. In gara la partenza fu buona, ma l’inseguimento delle Williams, allora imprendibili, finì a metà gara per un guasto all’impianto frenante dell’auto. Nelle otto gare successive, la Rossa avrebbe costretto il tedesco al ritiro altre quattro volte. Nonostante le difficoltà tecniche, Schumacher riuscì a chiudere il mondiale al terzo posto, dietro ai piloti Williams, primo tra tutti Damon Hill. Ma l’inizio sfortunato divenne leggenda, a partire da quattro anni dopo. Dal 2000 al 2004 il duo Schumacher-Ferrari fu imbattibile: dominando mondiale su mondiale, arrivò a vincere cinque titoli piloti consecutivi e altrettanti costruttori. Un capitolo glorioso e indimenticabile per la scuderia del Cavallino, che con la SF26 spera finalmente di ritornare in vetta.