Nel video l’intervista a Cinzia Franchini, Presidente associazione Ruote Libere

A Modena e in tutta la provincia la corsa al rialzo del prezzo del gasolio sta superando soglie che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, con quattro distributori su dieci che vendono il diesel oltre i 2 euro al litro, e alcune stazioni che superano anche i 2,20‑2,30 euro, trasformando il pieno in un salasso per automobilisti e professionisti della strada. Nel monitoraggio su circa novanta impianti nell’area vasta modenese, oltre il 30% ha già superato i 2 euro e un ulteriore 11% si è attestato a un soffio da quella soglia, con differenze di costo fino a 30 euro per un pieno rispetto a poche settimane fa. L’impatto di questi aumenti non si limita ai singoli rifornimenti. Per il settore dell’autotrasporto, che fa del gasolio uno dei costi principali di esercizio, ogni centesimo in più si traduce in costi operativi significativamente più alti. Analisi nazionali stimano incrementi di oltre 2.400 euro all’anno per ogni camion che percorre circa 100.000 km, con ripercussioni a catena sui costi delle merci e, quindi, sui prezzi dei beni al consumo in genere. Proprio per arginare possibili fenomeni distorsivi e verificare che gli aumenti non derivino da comportamenti illeciti lungo la filiera, la Guardia di Finanza di Modena ha intensificato i controlli anche nella provincia. Le verifiche riguardano non solo la corretta esposizione dei prezzi nelle stazioni di servizio, ma anche le fasi di approvvigionamento, trasporto e stoccaggio dei carburanti: un doppio binario di controlli ordinari e ispezioni straordinarie sulla disciplina dei prezzi è finalizzato a prevenire ogni forma di manipolazione che possa alterare il funzionamento corretto del mercato locale. Nel frattempo, il governo Meloni lavora al decreto sulle accise. La misura si spera dovrebbe alleggerire il costo del gasolio alla pompa, ma gli operatori e le associazioni dei consumatori sollecitano interventi più strutturali  ed incisivi.