Un’ossessione trasformatasi in una vera e propria escalation di violenza quella subita da una ragazza minorenne residente nel reggiano, vittima di un’escalation di condotte persecutorie iniziata nell’estate del 2025, quando un giovane di 19 anni ha cominciato a piantonare la sua abitazione guardandola insistentemente. La situazione è precipitata il 16 gennaio 2026: il soggetto, dopo aver seguito la minore che rientrava da uno stage, l’ha bloccata con forza contro un muro, costringendola a subire palpeggiamenti e baci contro la sua volontà. Gravi condotte delittuose quelle compiute dall’uomo, a seguito delle quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Correggio, a cui la minore accompagnata dalla madre in una sofferta deposizione ha formalizzato quanto subiva, hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, un 19enne residente nella bassa reggiana in ordine ai reati di violenza sessuale aggravata e atti persecutori. La Procura della Repubblica preso il Tribunale di Reggio Emilia, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri della stazione di Correggio ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione e del divieto di avvicinamento con prescrizione di mantenere una distanza di almeno 1500 metri dalla vittima e di non comunicare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo con la persona offesa predisponendo anche l’applicazione del braccialetto elettronico. Provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Correggio che hanno condotto le indagini. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte moleste sono iniziate nell’estate del 2025 con insistenti appostamenti sotto l’abitazione della vittima. La situazione è drasticamente precipitata il 16 gennaio 2026, quando l’indagato, dopo aver seguito la minore che rientrava da uno stage, l’avrebbe bloccata con forza contro un muro, costringendola a subire atti sessuali e baci contro la propria volontà. Nonostante l’intervento fortuito di una pattuglia dei Carabinieri avesse inizialmente interrotto l’aggressione, il giovane avrebbe tentato nuovamente di approcciare la vittima pochi istanti dopo. Nelle settimane successive, lo stato di soggezione della vittima è stato alimentato da ulteriori episodi: invio di richieste di amicizia sui social network poche ore dopo la violenza fisica del 16 gennaio, intrusione sul luogo di lavoro dove la minore svolgeva uno stage e dove il 19enne si è presentato fissandola insistentemente e desistendo solo per l’intervento della titolare e in altra occasione , di fronte al rifiuto della ragazza di uscire con lui, l’indagato l’ha apostrofata con frasi ingiuriose davanti a passanti. Tali comportamenti hanno ingenerato nella vittima un grave stato di ansia e un fondato timore per la propria incolumità, costringendola a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, come il non poter più uscire di casa se non accompagnata dai propri familiari. La minore ha trovato la forza di confidare quanto le stava accadendo alla madre che quindi si è rivolta ai Carabinieri di Correggio denunciando i fatti. I militari correggesi acquisita la denuncia hanno avviato le indagini per poi avendo acquisto elementi di presunta responsabilità a carico del 19enne provvedere a denunciare l’uomo alla Procura reggiana che concordando con le risultanze investigative richiedeva una misura cautelare. Il Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la richiesta della Procura, ha ravvisato a carico del diciannovenne gravi indizi di colpevolezza per i reati di atti persecutori e violenza sessuale aggravata disponendo nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico. La personalità dell’indagato, descritta negli atti come caratterizzata da una “tendenza all’irritabilità” e da un “personale temperamento antisociale” aggravato dall’abuso di sostanze, ha reso necessaria l’adozione di un provvedimento immediato per prevenire il rischio di reiterazione. I Carabinieri di Correggio, ricevuta l’ordinanza applicativa della misura, vi davano esecuzione sottoponendo l’uomo al provvedimento cautelare. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire al Giudice di verificare l’eventuale piena responsabilità dell’indagato





































