Il percorso di unificazione tra le diocesi di Modena-Nonantola e Carpi entra in una fase decisiva. A fare il punto è stato Mons. Erio Castellucci. Avviato da tempo e riconosciuto dalla Santa Sede circa un anno fa, il cammino sta procedendo secondo le tappe previste e l’esito potrebbe arrivare entro Pasqua. La nuova diocesi abbraccerà quasi tutta la provincia, con l’eccezione di Sassuolo e Castelfranco Emilia, e sarà suddivisa in cinque vicariati: Modena, il più popoloso con circa 200mila abitanti; la Pedemontana, da Vignola a Maranello, con 165mila abitanti in 12 comuni; Carpi, con 110mila abitanti in 5 comuni; la Bassa, con poco più di 100mila abitanti in 11 comuni; e infine la Montagna, che pur essendo il meno popolato conta il maggior numero di comuni, ben 17. Proprio sulla definizione territoriale, da Roma è stata richiesta una relazione illustrativa sulla storia delle due diocesi e sullo stato dell’unificazione, che verrà inviata nelle prossime settimane. Parallelamente, resta aperta la questione della distribuzione dei ruoli nella nuova struttura. Fino all’unificazione giuridica e amministrativa ciascuna diocesi manterrà i propri organismi di governo e il futuro incarico di alcune figure chiave, tra cui l’attuale vicario generale di Carpi, Mons. Ermenegildo Manicardi, è ancora da definire. Nel frattempo, il Consiglio episcopale interdiocesano opera già come raccordo tra centro e territori. Ne fanno parte, oltre al vescovo, i due vicari generali, i responsabili delle aree pastorale e amministrativa e la delegata per la Carità. Un assetto provvisorio, ma già orientato a dare forma concreta a quella che sarà una delle più grandi diocesi dell’Emilia-Romagna.

DIOCESI MODENA-CARPI, UNIONE ENTRO PASQUA. DA DEFINIRE I RUOLI
La prima fase dell’unificazione tra le diocesi di Modena-Nonantola e Carpi è ormai conclusa. Secondo mons. Castellucci, l’accorpamento potrebbe concretizzarsi a Pasqua, mentre restano da definire i ruoli nei cinque vicariati.






































