È stato Lewis Hamilton ad eseguire il primo giro di pista, per poi proseguire con altre due tornate, prima di cedere il volante a Charles Leclerc. Una tradizione che si ripete, nonostante la pioggia e le temperature prossime allo zero. Sin dalle prime ore della mattina, tanti gli appassionati che, dallo storico cavalcavia sopra il circuito di Fiorano, hanno ammirato la nuova monoposto di Formula 1. Si chiama SF-26: SF come Scuderia Ferrari, 26 come l’anno di gara: una linea di continuità, che va avanti dal 2023, ma che questa volta scrive una vera rivoluzione: vetture più leggere e compatte, senza effetto suolo, con aerodinamica attiva e una “power unit” profondamente diversa, dove la componente elettrica avrà un peso mai visto prima. La livrea torna lucida, dopo sette stagioni di finitura opaca, con un Rosso Scuderia più acceso e il bianco in nuove aree, richiamando tradizione e identità Ferrari, in stile anni 70. Il cuore del cambiamento è nella dinamica del veicolo. Con un obiettivo chiaro: dare ai piloti una macchina più prevedibile, più stabile, più “leggibile”. Per questo, la monoposto ha adottato uno schema di sospensioni “push rod” sia all’anteriore che al posteriore, una scelta netta che punta a correggere i problemi cronici delle ultime stagioni: la difficoltà nel far lavorare gli pneumatici e la perdita improvvisa di aderenza nelle condizioni più critiche. Con il nuovo regolamento cambiano anche le proporzioni: passo ridotto di 200 millimetri, vettura più stretta e 30 chili in meno di peso. “Inizia una nuova era”, scrive la Ferrari. E la nuova monoposto è il simbolo di questa promessa: una macchina pensata per reagire, per tornare finalmente a lottare dove a Maranello manca da troppo tempo.




































