Nel video Matteo Tiezzi (Presidente Fondazione di Modena)

Passano i giorni, ma ancora nessuna novità emerge sul caso degli ammanchi della Fondazione di Modena. Lo scandalo della sottrazione da parte di un dipendente di somme che secondo le stime fornite dal suo stesso avvocato difensore si aggirerebbero intorno ai due milioni di euro, è scoppiato mesi fa, ma ad oggi il Presidente Matteo Tiezzi ancora non conosce le cifre esatte. Su cosa sia accaduto e soprattutto come, sta indagando una società esterna, la KPMG, che da quanto si apprende, starebbe scavando nel corso degli anni, perché già dal 2020, il dipendente ora licenziato avrebbe iniziato a sottrarre denaro.

Il tema oltre a riguardare le responsabilità del dipendente infedele è quello di capire come funziona il sistema di controllo, chi e come doveva monitorare e soprattutto come sia stato possibile per il dipendente, responsabile dell’area bilancio e amministrazione dal 2019, poter sottrarre somme così rilevanti di denaro per ben oltre 4 anni senza che nessuno all’interno dell’ente stesso se ne accorgesse.

In realtà la Fondazione è sì un ente privato, ma i suoi vertici sono espressione in gran parte del pubblico. Il Consiglio di indirizzo cioè l’organo strategico ha  quattro membri che vengono designati dall’amministrazione di Modena, Sassuolo, Castelfranco e Pavullo ne nominano uno a testa; l’Università ne sceglie tre, la Diocesi due. Non solo. La Fondazione finanzia strutture ed eventi di grande interesse pubblico e, non ultimo, eroga fondi anche a Piazza Grande: nel 2024 il Comune ha incassato dall’ente oltre 3 milioni di euro.