Il successo dell’iniziativa è stato immediato: oltre 12mila visitatori hanno già ammirato il manoscritto, compreso Papa Leone XIV che ha fatto una visita privata a Palazzo della Minerva. Un entusiasmo tale da portare alla proroga dell’esposizione della Bibbia di Borso d’Este, uno dei capolavori più straordinari del Rinascimento italiano, fino al prossimo 4 febbraio. Il manoscritto, realizzato tra il 1455 e il 1461 per volontà del duca Borso d’Este, è composto da due volumi di pergamena finemente miniata. Le pagine, ricche di motivi vegetali, animali e fiori, impreziosite da oro e pigmenti pregiati, trasformano il testo biblico in un autentico scrigno di arte e simbolismo, espressione della scuola ferrarese e della magnificenza della corte estense. Normalmente custodita nella Biblioteca Estense di Modena e visibile solo in rare occasioni, la Bibbia è ora esposta a Roma in una teca speciale che garantisce perfette condizioni di luce, temperatura e umidità. Schermi touchscreen permettono inoltre di esplorare in dettaglio la versione digitale ad altissima risoluzione, rendendo l’opera fruibile anche senza toccarla. Per la direttrice delle Gallerie Estensi, Alessandra Necci, la proroga rappresenta un’occasione straordinaria per consentire a un pubblico ancora più ampio di ammirare uno dei libri più belli del mondo, di un’eredità culturale senza tempo.







































