L’intervista a Stefano Bonaccini, Europarlamentare e già Presidente della Regione Emilia-Romagna

Il dimensionamento scolastico, che in Emilia-Romagna consiste nella riduzione di 17 autonomie, potrebbe avere ripercussioni forti anche nel modenese. Il territorio più a rischio è Ravarino, che teme di vedere il proprio Istituto Comprensivo accorpato a quello di altri territori. La conseguenza sarebbe di unire nello stesso complesso didattico studenti provenienti da zone diverse, con il rischio di arrivare a numeri elevatissimi, tali da compromettere la qualità dell’insegnamento. Sul tema è in corso il braccio di ferro tra Governo e Regione, che si oppone fortemente al taglio. In merito è intervenuto anche l’europarlamentare ed ex Presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che aveva al contrario sostenuto la proposta di una maggiore autonomia regionale. Il dimensionamento, previsto tra le riforme del PNRR, secondo il Ministero dell’Istruzione rappresenta una riorganizzazione esclusivamente amministrativa, che non comporterebbe la chiusura di plessi, ma inciderebbe sul numero delle dirigenze. La ratio è quella di adeguare la rete scolastica al calo degli studenti, ma secondo i dati attuali dell’Emilia-Romagna, non ci sarebbe bisogno di alcuna riduzione, che andrebbe a coinvolgere, sottolinea Bonaccini, territori già fragili