La circolazione del virus West Nile in Emilia-Romagna è partita con un anticipo senza precedenti. I campionamenti effettuati dal sistema di sorveglianza hanno infatti rilevato zanzare positive già dalla metà di giugno in sei province su nove, pur non registrando al momento casi di infezione nell’uomo. Secondo la Regione si tratta di una situazione eccezionale: dal 2008, anno di avvio del monitoraggio, non era mai stata osservata una diffusione così precoce e su un’area tanto estesa. Pur trattandosi di una presenza ormai endemica, l’anticipo lascia prevedere la possibile comparsa, nelle prossime settimane, di casi di malattia. Nel 2024 in Emilia-Romagna sono stati accertati 46 casi di infezione. Nel 2025 è stato, inoltre, registrato il decesso di un cittadino risultato positivo al virus, il primo in provincia di Modena e il secondo in regione: si trattava di un uomo di 80 anni residente a Carpi. Il principale vettore del virus è la zanzara comune (Culex), attiva soprattutto dopo il tramonto, mentre la zanzara tigre non trasmette la West Nile. L’infezione è nella maggior parte dei casi asintomatica, ma in circa l’1% dei casi può evolvere in una forma neuro-invasiva, potenzialmente grave, soprattutto nelle persone anziane o immunodepresse. Tra le raccomandazioni rivolte alla popolazione figurano l’uso di repellenti, indumenti a maniche lunghe durante le ore serali, zanzariere nelle abitazioni e l’eliminazione dei ristagni d’acqua che favoriscono la proliferazione degli insetti.