Natalità in calo. Questo il principale parametro che ha decretato il no alla deroga dell’apertura del punto nascite di Pavullo. A confermarlo la dottoressa Silvana Borsari membro della commissione regionale nascite

197 parti, quelli registrati nel 2016 nel punto nascite di Pavullo, sono molto meno della metà dei 500 fissati come minimo per garantire quegli standard oggi richiesti per gestire un parto in sicurezza. Questo era e rimane il parametro principale che ha motivato il no alla deroga richiesta alla commissione ministeriale per potere mantenere attivo il punto nascite di Pavullo. A confermarcelo, dai alla mano la dottoressa Silvana Borsari direttore dei consultori dell’Usl di Modena e Membro della commissione nascita regionale che ha fornito dati a supporto dell’istruttoria ministeriale. Da qui la scelta di interrompere l’attività del punto nascite di Pavullo. I 4 parti programmati nei prossimi giorni saranno gli ultimi. Scelta inevitabile per la commissione ministeriale anche tenendo conto della posizione geografica, che lo pone come riferimento per tutto il distretto montano e la distanza dai comuni dell’alto frignano da quelli da Sassuolo e Modena. Tutte le gravidanze delle residenti in comuni lontano da Sassuolo e Modena saranno monitorate per garantire in prossimità del parto l’avvicinamento al punto nascita e l’adeguata assistenza in caso di problemi. A Pavullo rimarranno però garantiti e potenziati tutti i servizi e l’assistenza pre e post parto, così anche il presidio per casi di emergenza con ostetrica ed automedica H24

 

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