Continuano le indagini sul caso del primario di Cardiologia assalito giovedì sera a Vignola. Gli inquirenti stanno esaminando le cartelle cliniche ed è caccia a un giovane straniero

Giovane, straniero, con un cappellino da baseball in testa e capace di fuggire attraverso un buco della recinzione che si affaccia sul percorso Sole. Continuano senza sosta le indagini dei carabinieri nei confronti dell’uomo che ha assalito il dottor Stefano Tondi. Il fatto era avvenuto giovedì sera sotto la sua abitazione a Vignola spruzzandogli in faccia l’acido che potrebbe fargli perdere la vista.

Si stringe dunque il cerchio e i militari del reparto operativo, coordinati dal pm Enrico Stefani, hanno assunto come primo spunto per gli accertamenti la testimonianza del figlio del primario della Cardiologia di Baggiovara: il 19enne Michele avrebbe intravisto l’aggressore armato di fucile ad acqua e quel flash potrebbe dare un input importante. In parallelo gli inquirenti hanno acquisito le cartelle cliniche del medico con l’obiettivo di valutare tutti i casi trattati da Tondi nell’ipotesi che dai documenti possa emergere qualche riferimento utile o che addirittura l’aggressore possa essere in qualche modo legato a un paziente operato in ospedale.

Si vedrà, mentre starebbe decadendo la pista legata all’inchiesta sulla Cardiologia, la vicenda giudiziaria che alcuni anni fa ha riguardato quel reparto del Policlinico, e sulla quale il dottor Tondi era stato chiamato a deporre in aula: le sue parole in Tribunale, infatti, avevano pochi elementi probatori. Intanto le condizioni del medico sono stabili e dal Policlinico, dove è ricoverato da giovedì notte, nelle prossime ore è atteso un nuovo bollettino che permetta di capire quanto gravemente la soda caustica abbia danneggiato i suoi occhi.

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