I residenti della Madonnina e i genitori delle scuole Giovanni XXIII sono pronti a presentare un esposto in Procura sul caso dell’edificio ricoperto di amianto in via Amundsen, chiedendo che sia il Comune a farsi carico in tempi brevi della bonifica

Dieci giorni per avere notizie certe sulla rimozione dell’amianto dal casolare abbandonato vicino alle scuole di via Amundsen, altrimenti verrà presentato un esposto. È questo l’ultimatum lanciato al Comune dai genitori delle elementari e dal comitato di residenti della Madonnina. Il caso è sempre quello del casolare da anni abbandonato su via Emilia ovest, ricoperto d’amianto e collocato a pochi passi dal giardino delle scuole Giovanni XXIII. Il Comune aveva fatto sapere alle famiglie di aver inviato diversi solleciti alla proprietà della struttura fatiscente, che solo a gennaio avrebbe risposto. Ma i genitori, preoccupati per la salute dei figli, vogliono soluzioni in tempi brevi. La stessa amministrazione avrebbe impiegato troppi mesi prima di contattare la proprietà dopo che l’aprile scorso un incendio era scoppiato nel casolare, e posto che tutte le esposizioni all’amianto sono dannose, gli interessati sostengono di non potere aspettare i tempi burocratici per la rimozione: il proprietario della struttura avrebbe infatti un anno di tempo per eliminare il materiale tossico. Troppo, per chi ogni giorno frequenta la zona. Da qui la richiesta di accorciare i tempi demandando i lavori allo stesso Comune, in sostituzione della proprietà. Un caso simile, spiegano i residenti della Madonnina, si è verificato a Spilamberto, dove il comune si fece carico della bonifica di una struttura al posto del proprietario e con cifre irrisorie. Ma una risposta dall’amministrazione modenese non è ancora arrivata e la rabbia dei residenti, come si può vedere anche da uno striscione recentemente affisso, continua a incalzare. Tanto che ora sono pronti all’esposto in Procura.

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