Mentre a Palazzo Madama i senatori si sono riuniti per decidere le prossime tappe dopo l’annuncio della crisi di governo, i quasi 5.000 modenesi che hanno richiesto il reddito di cittadinanza tirano un sospiro di sollievo: le somme rimangono anche se cade il governo

Sono ore incerte per la politica e di conseguenza per l’economia italiana, ma una cosa sembra essere sicura: votazioni anticipate o no, le misure già attuate dal governo giallo-verde difficilmente verranno toccate. La preoccupazione delle prime ore era rivolta soprattutto al reddito di cittadinanza, che nella sola nostra provincia ha contato quasi 5mila domande accolte nel mese di luglio. Secondo i dati diffusi dall’Inps, con una cifra di 4.714 unità Modena è la seconda provincia in regione, preceduta solo dal capoluogo Bologna, che da sola ne conta più di 7mila. La città della Ghirlandina è quella che ha visto i numeri più alti: 1614 le domande accolte per il reddito di cittadinanza. Quasi 600 quelle accolte a Carpi, secondo comune modenese della classifica; segue Sassuolo, con 336 domande, Castelfranco, con 164 e Formigine con 143. Rimangono sopra le 100 domande anche Pavullo, Mirandola, Vignola e Finale. I numeri scendono a due cifre a Maranello, Nonantola e Novi, e continuano a scendere nei centri più piccoli e in Appennino.

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