Si sono concluse le indagini relative all’operazione ‘Security Danger’ relativa all’impiego di addetti alla sicurezza non autorizzati per i grandi eventi. La Procura di Reggio Emilia ha chiesto il giudizio immediato per gli indagati

Reclutavano persone, tra cui richiedenti asilo, nomadi e pregiudicati, su internet o con il passaparola e dotandoli di falsi tesserini con codici prefettizi li impiegavano come addetti alla sicurezza di grandi eventi, tra cui anche il mega concerto evento di Vasco Rossi organizzato nel 2017 in occasione dei suoi 40 anni di carriera. Le indagini in merito all’operazione denominata Security danger si sono concluse e ora la Procura di Reggio Emilia ha chiesto il giudizio immediato per gli indagati: Francesca Ceglia e Damiano Leone, rispettivamente madre e figlio, e per i titolari di due società fornitrici di servizi di sicurezza per eventi. Secondo la ricostruzione emersa nel corso delle indagini madre e figlio, truffatori seriali, di origine salernitana e già coinvolti in un’inchiesta sulla compravendita in rete di case vacanza fantasma, reclutavano la “manodopera” in nero, accogliendola nella loro casa in città, per poi dirottarla nei luoghi degli eventi o nei locali notturni di tutto il nord Italia dove i migranti- privi di ogni requisito professionale svolgevano le mansioni di addetti alla sicurezza. L’inchiesta ha messo in luce come i profughi assoldati dalla banda abbiano prestato servizio non solo al ‘Modena park’ ma anche nei concerti dei Rolling Stones a Lucca, David Guetta a Padova e i Depeche Mode a Milano, passando per dj Salmo alla festa dell’Unità a Modena. L’udienza in Tribunale è fissata per il prossimo 31 ottobre e sembra che i legali degli indagati procederanno con il rito ordinario.

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