L’Unione delle Camere Penali annuncia per domani un’astensione dalle udienze penali per domani al fine di sollevare la questione del sovraffollamento carcerario. Anche Modena aderisce, sottolineando il problema a livello locale

Avrebbe dovuto essere uno spartiacque, la sentenza Torreggiani con la quale nel 2010 il nostro Paese veniva condannato per la violazione dell’articolo 3 della CEDU, la norma di principio che vieta di sottoporre chicchessia a torture e trattamenti inumani e degradanti. Trattamenti che secondo la Corte europea per i diritti dell’uomo riguardano le carceri italiane, a causa del problema del sovraffollamento, che ha conseguenze sulla salute e sulla dignità dei detenuti e ne incrudelisce inutilmente la pena. La sentenza che denuncia questo stato di cose risale a quasi 10 anni fa, ma la riforma dell’ordinamento penitenziario ancora non si è vista. Anzi le Camere Penali, che hanno indetto la protesta di domani, sostengono che la situazione sia aggravata dalla visione carcero-centrica delle nostre istituzioni, confermata da leggi che inaspriscono le pene e introducono limiti per le misure alternative al carcere. Anche la Camera Penale modenese aderisce alla giornata di sciopero, per porre l’accento sulla gravità della situazione locale: la Casa circondariale di Modena infatti ha 369 posti regolamentari, ma ospita 492 detenuti, i quali sono quindi costretti a sopportare un sovraffollamento del 33,3%. Va ancora peggio a Castelfranco dove il sovraffollamento supera il 44%. Quasi un detenuto su due è di troppo. Non a caso gli esperti dell’Osservatorio Carcere che tengono questi numeri, pongono una relazione con i tanti casi di autolesionismo e i tentativi di suicidio.

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