Una ricerca condotta a Modena sta avendo risonanza internazionale per i risultati che dimostrano come un’alta esposizione alle polveri sottili possa influire sulla fertilità femminile

Gli effetti dell’inquinamento sull’apparato respiratorio sono ormai noti, ma esistono conseguenze anche per la fertilità? Se sì, quali sono e in quale misura l’esposizione a sostanze inquinanti come le polveri sottili influisce sulla capacità di avere bambini? Una ricerca italiana, anzi modenese, pubblicata sulla rivista Human Reproduction ha ottenuto risultati importanti che dimostrano la correlazione statistica che c’è tra la fertilità femminile e i livelli di pm10 presenti nell’ambiente in cui le donne vivono. In altre parole, l’esposizione alle pm10 può ridurre l’età massima che hanno le donne per avere figli. È risaputo, ad esempio, che mediamente una fumatrice incallita va in menopausa prima rispetto ad una donna che non fuma, proprio perché il fumo influisce riducendo la riserva ovarica. Una correlazione simile esiste anche per le donne che vivono in aree con molto inquinamento da polveri sottili. Lo studio è stato coordinato dall’Università di Modena e Reggio Emilia e si basa sui dati di oltre 1300 donne della provincia di Modena dell’età media di 38 anni. La ricerca, che sta avendo ampia risonanza internazionale, non intende però fermarsi ai soli risultati statistici.

Nel video l’intervista a Antonio La Marca, Professore di ginecologia e Ostetricia Unimore

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