Con il taglio delle risorse al sistema di accoglienza di migranti introdotto con il Decreto Sicurezza, in provincia di Modena sono a rischio più di 100 posti di lavoro. E’ la denuncia della CGIL e dei sindacati confederali dei lavoratori delle cooperative e delle associazioni che si occupano di accoglienza

L’entrata in vigore del decreto sicurezza che ha ridotto da 35 a 20 euro l’importo giornaliero riconosciuto dal ministero ed erogato dalle Prefettura a cooperative ed associazioni per l’accoglienza di ognuno dei 1500 richiedenti asilo accolti in provincia di Modena, mette a rischio anche i lavoratori del settore. Nel modenese circa 160, molti giovani, e molti altamente specializzati e formati negli anni. Personale che si occupa delle attività sociali, culturali legate soprattutto all’integrazione degli stranieri. Attività che con il taglio delle risorse portate a livello tale da potere garantire al massimo vitto e alloggio ma nulla più, non potrebbero più essere portate avanti. Una situazione di incertezza che allarma i sindacati, in prima linea la CGIL che in vista di un incontro fissato per giovedì, chiede chiarimenti alla Prefettura. Perché se ci sono realtà di medie dimensioni che si avvalgono di collaboratori e dipendenti assunti formati direttamente, ce ne sono altre di grandi dimensioni come Caleidos di fatto indotte a ricorrere a personale interinale per gestire singoli servizi o picchi di attività

Nel video l’intervista a:
– Giada Catanoso, Segreteria FP CGIL Modena
– Alessandro Cambi, Segretario Nidl-CGIL Modena

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