L’Emilia Romagna si piazza al primo posto in Italia per il numero di lavoratori irregolari. A dirlo è il rapporto ministeriale 2017 sulle attività di ispezione e controllo nei luoghi di lavoro, secondo il quale è emerso che a Modena il settore dove ci sono maggiori irregolarità è quello dell’autotrasporto

Sono stati 7965 i lavoratori irregolari segnalati in Emilia Romagna nel 2017. Dato che porta la nostra regione a posizionarsi al terzo posto in Italia per il lavoro in nero, preceduta solo da Lombardia e Campania. A dirlo è il rapporto ministeriale 2017 sulle attività di ispezione e controllo nei luoghi di lavoro, che nella nostra regione individua anche violazioni per quanto riguarda l’utilizzo di contratti impropri o atipici e non in regola con l’attività svolta; e anche subappalti e somministrazione abusiva o fraudolenta di manodopera. Nello specifico se si guardano i dati relativi alle singole province emerge che a seconda della città ci sono dei settori dove il lavoro nero è più radicato. A Modena ad esempio si è registrato un picco delle irregolarità, con il 72% dei casi ispezionati, nel settore dell’autotrasporto e a seguire con un 71,4% nei servizi di infocomunicazione. Diversa invece la situazione a Bologna dove il picco è stato segnalato nel settore degli alloggi e della ristorazione. E Reggio Emilia invece le violazioni delle norme del lavoro sono emerse nel settore manifatturiero. Queste tre città insieme, dagli esiti dei controlli e delle ispezioni effettuate nel 2017 hanno raggiunto il record di oltre 75 milioni di sanzioni incassate.

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