E’ stata rinviata a domani l’udienza per la convalida del fermo dei tre giovani marocchini arrestati dai Carabinieri quali responsabili dell’omicidio di Mirella Ansaloni, la 79enne di Finale Emilia trovata morta lo scorso 18 settembre nel suo appartamento. Con l’interrogatorio odierno si farà luce anche sulle responsabilità dei singoli ragazzi

Chi ha materialmente ucciso Mirella Ansaloni? Quali sono le responsabilità di ognuno dei tre giovani marocchini fermati dai Carabinieri e condotti nel carcere di Sant’Anna nella giornata di lunedì? A queste domande cercherà di dare una prima risposta l’interrogatorio di garanzia che vede alla sbarra Ayoub Lamsid, Hamza Driuoch e Samir Rida, accusati di omicidio volontario aggravato e rapina. Al Tribunale di Modena è stata rinviata a domani l’udienza di convalida del fermo, con il Gip Andrea Romito chiamato a decidere del futuro immediato dei tre giovani. Carcere o misure cautelari meno pesanti? Come al solito decisive saranno le valutazioni sulla possibilità di reiterazione del reato o il pericolo di fuga. C’è ancora tanto da chiarire in una vicenda che inizialmente si configurava come un tragico incidente domestico, ma che in realtà celava qualcosa di decisamente più macabro. Cosa abbia spinto i ragazzi, due di loro figli di famiglie perfettamente integrate in paese, a commettere questo gesto non è ancora chiaro, così come la dinamica dei fatti poiché dalle prime indiscrezioni filtrate dopo l’arresto i tre si sarebbero rimpallati a vicenda le responsabilità più pesanti. Di certo c’è che Mirella Ansaloni è stata uccisa a colpi di bottiglia, quelle ritrovate sulla scena del delitto che in un primo momento si pensava fossero state rotte dalla donna durante una caduta accidentale. E tutto per due sole collane: è certamente questa la parte più inquietante di tutta la vicenda.

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