Ieri sera in Cattedrale Monsignor Erio Castellucci ha presieduto la Messa ‘La Cena del signore’ che segna l’inizio del Triduo Pasquale con il rito della lavanda dei piedi

Modena ha risposto presente, affollando il Duomo nel Giovedì Santo, per la celebrazione della ‘Cena del Signore’, l’Ultima Cena che Gesù tenne insieme ai suoi apostoli prima dell’arresto e della condanna a morte. La funzione religiosa segna l’inizio delle celebrazioni del Santo Sacramento del Triduo pasquale, per cominciare a vivere il mistero pasquale di Gesù che si consuma in tre giorni: passione, morte e resurrezione. Il giorno della passione, secondo i vangeli il Figlio di Dio compie due azioni che hanno la stessa intenzione: uno è il gesto eucaristico della frazione del pane, l’altro è quello della lavanda dei piedi. Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, racconta l’episodio: “Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto”. La lavanda dei piedi, rito ripetuto in Cattedrale a Modena è considerato anche da Monsignor Castellucci una delle più grandi lezioni di Gesù per l’umanità sul senso del servizio dell’uomo all’altro. L’arcivescovo di Modena – Nonantola, proseguendo su questo insegnamento, domenica 16 aprile al mattino farà tappa alla Casa Circondariale per la celebrazione di Pasqua e per la visita alle diverse sezioni del carcere Sant’Anna, mentre alle 18 sarà in Duomo per celebrazione eucaristica.

 

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