Alla cava di Roncobotto l’esplosione in sicurezza della bomba ritrovata un mese fa per caso nei sentieri che conducono al Passo del Lupo. Durante il disinnesco evacuati Montecreto e Roncoscaglia, frazione di Sestola

Sono le 17.20 quando la bomba viene fatta brillare 7 metri sotto terra nella cava di Roncobotto a Ponte Samone, tra Guiglia e Zocca. La delicata operazione, condotta dagli artificieri del Genio militare, giunti appositamente da Cremona, si svolge nella massima sicurezza e senza nessun imprevisto. Finisce così l’avventura dell’ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale, ritrovato per caso un mese fa da due cercatori di funghi lungo il percorso escursionistico che conduce al Passo del Lupo, vicino a Montecreto. Il ritrovamento ha messo in moto il protocollo di sicurezza. Durante il recupero e il disinnesco della bomba gli abitanti di Montecreto e di Roncoscaglia, frazione di Sestola, vengono evacuati. La lunga giornata sull’Appennino modenese inizia alle 9 nel Municipio di Montecreto, con una riunione tecnica coordinata dalla prefettura alla quale partecipano Esercito, Carabinieri, Polizia di Stato e Municipale, Vigili del Fuoco, Guardie Forestali, Protezione Civile e 118.

Poi ci si sposta al Centro operativo comunale, allestito al Palazzetto dello Sport di Sestola, dove sono ospitati anche alcuni dei cittadini sfollati. Da qui si seguono in collegamento telefonico le operazioni degli artificieri.

Sono circa le 14 quando la bomba, disinnescata, viene caricata sul camion dell’Esercito. Il mezzo parte alla volta della cava di Roncobotto scortato dalle forze dell’ordine. Nel frattempo Montecreto si è già ripopolato.

Nel video le interviste a:

– Ten. Domenico Palma, Decimo Reggimento Genio militare Guastatori

– Capitano Antonio Asciolla, Decimo Reggimento Genio militare Guastatori

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