E’ stata staccata la corrente alla ceramica di Frassinoro in crisi produttiva. Ai dipendenti è stato pagato lo stipendio, ma da domani saranno in ferie forzate

Arriva una continua altalena di notizie dalla ceramica Terre della Badia di Frassinoro, ma non l’unica che conta, e cioè la soluzione della crisi che va avanti da nove giorni ormai. Nello stabilimento è stata tolta la corrente, a fronte dei debiti contratti con i fornitori dalla proprietà che fa capo all’imprenditore reggiano William Reverberi, e questo complica non poco la sorveglianza dei macchinari. Ai 115 dipendenti, compresi interinali e amministrativi di stanza a Fiorano, è stato pagato lo stipendio di febbraio, ma non due anni di Tfr arretrato. L’azienda, poi, con una decisione unilaterale ha posto tutti in ferie da domani fino al 2 aprile, senza l’attivazione degli ammortizzatori sociali chiesti dalla Cgil. Gli operai continueranno comunque anche nei prossimi giorni a presidiare la fabbrica, solo di giorno però perché di notte la proprietà ha garantito una sua vigilanza. Intanto, emerge che l’unica offerta d’acquisto finora sul piatto è quella di un imprenditore di Gombola titolare di una ceramica da 18 operai per una produzione annua di un milione di metri, disposto a fare il grande salto imprenditoriale inglobando, tramite la formula dell’affitto di ramo d’azienda, un impianto che fa cinque volte tanto.

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