Il caso potrebbe avere strascichi giudiziari nei confronti dell’azienda bolognese che ha sottoscritto il contratto per Enel senza accertamenti sull’identità del contraente

Hanno staccato la luce perché non venivano pagate le bollette sulla base di un contratto firmato da una persona totalmente estranea. E’ la vicenda quasi kafkiana che coinvolge la palazzina di via Deledda di fronte all’ex mobilificio Montanini, a Sant’Antonio di Pavullo. Qui da martedì sono rimasti senza corrente condominiale, al che l’amministratore ha chiamato Hera pensando a un guasto. Ma l’azienda gli ha risposto che l’edificio risultava di competenza di Enel Energia dal mese di ottobre in base ad apposita richiesta. L’amministratore ha quindi chiesto al nuovo fornitore il contratto scoprendo che era stato firmato da una persona senza nessun titolo per farlo, che aveva dato un indirizzo di Pavullo per il recapito di bollette che nessuno aveva mai visto. Da qui, per prolungata morosità, lo stop di Enel alla fornitura che oltre a lasciare al buio le parti condominiali e l’esterno della palazzina ha bloccato dappertutto l’approvvigionamento di acqua effettuato con un’autoclave elettrica, con pesanti disagi. L’amministratore ha chiesto subito il ritorno al fornitore che lui aveva scelto, ed Hera ha garantito il riallacciamento nei tempi più stretti possibili. Ma la partita non si chiuderà qui. Il caso sarà segnalato a Federconsumatori e potrebbe avere anche strascichi giudiziari nei confronti dell’azienda bolognese che ha sottoscritto il contratto per Enel senza accertamenti sull’identità del contraente.

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