Lo ha deciso il Gip nell’udienza di convalida dell’arresto. Intanto emergono nuovi particolari sull’episodio di mercoledì

Davide Savigni è un uomo libero. Lo ha disposto il giudice delle indagini preliminari che pur convalidando l’arresto del 46 enne accusato dell’omicidio del padre Alberto di 83 anni, non ha disposto nessuna misura cautelare, respingendo così la richiesta dei domiciliari avanzata dal pm. Nel corso dell’udienza Savigni ha raccontato quel che accaduto mercoledì mattina cioè di aver reagito ad una minaccia fatta dal padre dopo un diverbio per motivi di lavoro. “Te la spacco io la testa” sono le parole dette dall’anziano che in mano aveva anche uno strumento in ferro usato per svolgere lavori di campagna. Da lì la reazione del figlio che gli ha afferrato, da dietro, il braccio e il collo e l’ha spinto contro il muro procurando una morte quasi istantanea del padre. 

A chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine è stato lo stesso Davide Savigni che è stato arrestato dai carabinieri di Castelfranco Emilia con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Nelle fasi immediate al fatto la procura ha disposto subito una tac che ha evidenziato la rottura di due vertebre cervicali, ma sarà l’autopsia ha fornire maggiori particolari sulla morte dell’83enne.

Ai nostri microfoni Avv. Domenico Ippolito, Legale Davide Savigni e Lucia Musti, Procuratore capo Modena

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