La querelle sulla polizia municipale si è chiusa a Vignola con la decisione di restare nel Corpo unico ma con un’indipendenza di fatto nella gestione di un gruppo di agenti sul territorio

All’inizio ha suscitato qualche mal di pancia, ma alla fine è stato digerito dalla maggioranza vignolese l’accordo sulla polizia municipale che salva l’unità del Corpo unico prevedendo però diverse novità sullo specifico del territorio. Sono state disposte in seguito all’approvazione nella giunta dell’Unione di un allegato speciale redatto solo per Vignola che integra la precedente delibera approvata dai sindaci Pd sulla riorganizzazione dei vigili. Il documento garantisce la gestione autonoma di un distaccamento di 6-7 agenti (tratto dal “pattuglione” di 13 creato dal comandante Fabio Venturelli) sotto il coordinamento diretto del vicecomandante Tiziano Roncaglia, che risponderà direttamente all’amministrazione di Vignola. L’azione di coordinamento di Venturelli sarà invece verificata trimestralmente per monitorare l’andamento della sperimentazione nell’ambito dell’intera Unione Terra di Castelli. Sull’area vignolese si prevede anche l’istituzione della figura del vigile di quartiere, che collaborerà con i volontari della sicurezza nel presidio continuo del territorio. In più, è già stata pianificata l’istallazione progressiva sul territorio di una quarantina di telecamere “intelligenti” a tutela innanzitutto degli esercizi commerciali del centro negli orari più a rischio. Questa la sorta di “soluzione-ponte”, ma Vignola si riserva tra un anno di fare il punto sulla situazione e, in caso di riscontri negativi, procedere effettivamente con l’uscita dal Corpo unico per avere autonomia assoluta nell’ambito della sicurezza.

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