La diocesi è in attesa dell’arrivo del nuovo vescovo per definire il piano dell’ospitalità delle famiglie dei migranti, ma tra il clero c’è chi non nasconde la preoccupazione che tra i profughi ci siano anche integralisti islamic

La preoccupazione è che l’onda umana di migranti dai paesi devastati dalla guerra porti con se anche integralisti islamici. Le due cose, purtroppo, non si possono separare è quasi inevitabile. E il timore fa da sottofondo alla parola accoglienza. Di questo si discute tra il clero modenese che si prepara per l’ingresso del nuovo Vescovo e, dopo il suo insediamento, appronterà il piano di accoglienza delle famiglie dei profughi come da appello del Papa. “Alcuni cardinali, spiega Don Gregorio Colosimo, ci hanno messo in guardia perché tra i profughi c’è chi può non avere buone intenzioni”. Il sacerdote di san Pietro è tra i pionieri dell’accoglienza a Modena, infatti, nei primi anni 90 ha accolto più di 2 mila persone. Per quanto riguarda i dati in città e provincia qualche settimana fa erano previsti altri 200 profughi oltre ai 550 già collocati. I migranti vengono gestiti dalla cooperativa Kaleidos che li smista nei locali messi a disposizione sul territorio e concede a ciascuno circa 33 euro al giorno per le spese di mantenimento.

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