Nuovo capitolo nella storia turbolenta del Centro di identificazione ed espulsione di via La Marmora, segnato dalla messa in vendita del complesso. Una storia cominciata nel 2002, con la realizzazione del Centro a pochi passi dal carcere Sant’Anna e un investimento di 11 milioni di euro.
Nei suoi dieci anni di attività, l’ex Cie è finito spesso nelle notizie delle cronache cittadine per rivolte e tentativi di fuga. L’episodio più grave nel 2011, con una rivolta che coinvolse tutti e 60 gli ospiti del centro e il ferimento di alcuni agenti di guardia. La chiusura ufficiale nel 2013, per difficoltà legate a problemi di organico e gestione.

Tutti falliti i tentativi di riapertura o trasformazione in Centro di permanenza per i rimpatri che si sono susseguiti negli anni, fino all’annuncio della vendita pubblicato qualche settimana fa da una holding immobiliare milanese che ne gestisce la proprietà. Il broker che cura la trattativa conferma che alcuni potenziali acquirenti si sono già fatti avanti, rimandando però alla necessità di valutazioni da concordare con l’Amministrazione comunale.

La struttura viene presentata come “in buoni condizioni manutentive” e proposta per una riconversione funzionale degli ambienti. Diverse le possibili destinazioni d’uso suggerite e compatibili con le caratteristiche dell’immobile: spazi adeguati a creare un polo sanitario o una residenza assistenziale per anziani, centri di formazione o sedi di associazioni ed enti del terzo settore.