L’intervista ad Alessandro Bassoli, Viticoltore Coldiretti Modena 

C’è un appuntamento che, quest’anno, arriva con largo anticipo. E non è una buona notizia per il calendario: è la vendemmia. In Emilia-Romagna i primi grappoli sono già finiti nelle cassette, con la raccolta che in alcune zone è partita addirittura a fine luglio: due settimane prima del normale. Un anticipo che racconta, ancora una volta, quanto il clima stia cambiando il ritmo dell’agricoltura. A spingere la vite ad accelerare, è soprattutto il grande caldo, accompagnato dalla siccità. Temperature elevate e poca acqua fanno avanzare rapidamente la maturazione dell’uva e costringono i viticoltori a intervenire prima che gli acini perdano qualità e si disidratino. Un trend che ormai si ripete da anni e non riguarda più soltanto i vitigni più precoci. Anche per il Sangiovese, uno dei simboli della viticoltura emiliano-romagnola, si prevede un anticipo di circa due/tre settimane. E così quello che un tempo era il rito dell’autunno, oggi comincia nel pieno dell’estate, segnata dalla siccità, ma anche da un maltempo che, tra forti raffiche di vento e grandinate, ha creato non pochi problemi.