Tutto si è svolto a rigorosa distanza e davanti agli schermi, ma la cerimonia di inaugurazione dell’844esimo anno accademico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, non si è fermata davanti all’emergenza. Certo, la tradizione ha dovuto cambiare volto, ma ha voluto dare un messaggio di continuità, come ha ribadito lo stesso Rettore, Carlo Adolfo Porro, che si è presentato in videoconferenza con la classica toga. Con la lettura della sua relazione ha preso il via la cerimonia ufficiale; un minuto di silenzio e un primo pensiero all’interno dell’intervento sono andati ai pazienti e alle vittime del Covid e a chi lotta in prima linea contro il contagio, tra i quali anche i ricercatori della stessa università; la relazione si è poi chiusa con un appello al mondo politico nazionale e dei territori. Il rettore ha ricordato come l’ateneo abbia risposto all’emergenza convertendo tutti i corsi in modalità telematica; azione che ha consentito lo svolgimento di 1200 esami e il conseguimento della laurea di 250 studenti, tra i quali anche quelli di infermieristica. Tra le sfide di Unimore sottolineate dal professor Porro, c’è quella delle residenze universitarie, della terza missione, della ricerca, delle imprese dei giovani e della formazione di nuovi laureati che sappiano dare nuove energie e portare innovazione al territorio e al Paese.

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