L’intervista a Barbara Iannuccelli, Avvocato Fidanzato di Saman Abbas e Associazione Penelope
È arrivata la sentenza definitiva della Cassazione sul caso di Saman Abbas. La Suprema Corte ha confermato le condanne per l’omicidio della diciottenne di origine pakistana, uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio del 2021 a Novellara, per aver rifiutato un matrimonio combinato. Diventano quindi definitive le condanne all’ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e per i due cugini Ikram Ijaz e Noman Ul Haq. Confermata anche la condanna a 22 anni di reclusione per lo zio Danish Hasnain. Saman Abbas era scomparsa dopo essere uscita dalla sua abitazione insieme ad alcuni familiari. Le immagini delle telecamere di sicurezza avevano mostrato la giovane allontanarsi con uno zaino sulle spalle. Il suo corpo venne ritrovato il 18 novembre 2022, nascosto vicino a un casolare abbandonato a pochi metri dalla casa di famiglia. Le indagini avevano ricostruito il coinvolgimento dei familiari e il processo, arrivato ora alla conclusione definitiva, si è sviluppato attraverso tre gradi di giudizio. Determinante per l’inchiesta anche la testimonianza del fratello minore di Saman, che aveva raccontato alcuni dettagli sulla notte dell’omicidio. La madre della giovane era stata arrestata nel maggio 2024 e in Appello, nel 2025, la Corte aveva confermato l’ergastolo per entrambi i genitori e aveva condannato al carcere a vita anche i due cugini, precedentemente assolti in primo grado, mentre aveva aumentato la pena dello zio da 14 a 22 anni. Con la decisione della Cassazione si chiude il procedimento penale per la morte di Saman Abbas, una vicenda che ha segnato profondamente l’opinione pubblica italiana e che è diventata simbolo della lotta contro i matrimoni forzati e contro la violenza familiare.






































