Nel video l’intervista a:
– Roberto Righi, Segretario generale SPI Cgil Modena
– Massimiliano Vigarani, Consulente statistico Federconsumatori

Il potere d’acquisto delle pensioni modenesi è tornato ai livelli del 2016, ma senza recuperare le perdite degli anni dell’inflazione. I nuovi pensionati sono più poveri rispetto al passato. Cresce il peso della casa, soprattutto per chi vive solo. E continua ad allargarsi il divario tra uomini e donne. Sono i principali risultati del quarto rapporto sui redditi realizzato da SPI CGIL, Federconsumatori e CAAF CGIL Emilia-Romagna. Lo studio analizza circa 400mila certificazioni uniche raccolte tra il 2016 e il 2024 e quasi 45mila dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025. Preoccupa anche la situazione dei pensionati “più giovani”. Nella fascia tra i 55 e i 65 anni il reddito reale è diminuito di quasi il 20% in nove anni, mentre aumenta il numero delle pensioni considerate insufficienti rispetto al costo della vita. Il rapporto evidenzia, poi, la condizione degli anziani che vivono soli. Infine, il divario di genere. Le pensionate continuano a percepire assegni sensibilmente più bassi rispetto agli uomini: nel 2025 il differenziale medio ha raggiunto il 22%, una distanza che continua ad aumentare di anno in anno.