Ieri a Roma l’assemblea nazionale Legacoop. Il presidente Lusetti promette di impegnarsi insieme al Governo per avere cooperative autentiche. Ma il ministro Poletti, ex leader coop, un anno fa ha depenalizzato il reato di somministrazione fraudolenta.

di Giuseppe Leonelli

<Parlare di Cooperazione vuol dire affrontare alcuni nodi irrisolti della nostra economia: vogliamo lavorare con il Governo per avere cooperative autentiche e genuine sempre portatrici di valori imprenditoriali distintivi>. Così ieri a Roma il sassolese Mauro Lusetti, presidente Legacoop, nella sua relazione all’Assemblea dei delegati e delle delegate di Legacoop. Un appello sottoscritto anche dal ministro Poletti, presente in assemblea, che ha rivendicato come la <cooperazione sia al centro di grandi progetti per tenere insieme la società>.  Eppure proprio il ministro Giuliano Poletti, ex presidente Legacoop, un anno fa ha voluto il decreto nell’ambito del Jobs Act che ha cancellato il reato di somministrazione fraudolenta. Per essere chiari il reato (oggi solo un illecito) che si verificava quando le imprese creano società fasulle, quasi sempre proprio cooperative false, per affidare loro alcune attività a danno dei lavoratori che si ritrovano con contratti capestro, stipendi inferiori e orari impossibili. Un fenomeno che ovviamente si lega al caporalato. Fenomeno, quello delle coop spurie, a Modena ben noto: su 2095 cooperative presenti in provincia 371 si occupano di logistica e facchinaggio. Bene, di queste solo il 6 per cento aderisce a centrali cooperative e solo l’11% è sottoposto a regolare revisione dei bilanci. Numeri che si traducono in casi concreti, a partire dal lavoro nel comparto carni. Numeri che si scontrano in modo plastico con la retorica assembleare di Legacoop di ieri.

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